Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, ospita il progetto Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico, ideato e curato da Gianluca Marziani, la cui prima mostra sarà Nicola Pucci. Nuovo Realismo Magico.
L’iniziativa si terrà a Palazzo Merulana dal 3 aprile al 5 luglio 2026. L’avvio del progetto prende le mosse da un’indagine volta alla ricognizione di uno stato dell’arte in relazione alla produzione pittorica figurativa contemporanea in Italia.
La riflessione sull’arte italiana dei nostri giorni deve ripartire, quindi, dalla matrice universale del quadro, operando su nuove sinergie tra mezzi tradizionali ed evoluzioni elettroniche e digitali, per dare ai processi formali maggiori supporti ideativi, una progettualità avanzata e, ove necessario, un apporto tecnico da combinare nell’elaborazione estetica.
Dentro la superficie del quadro si è sviluppata una genealogia iconografica che si manifesta nel Trecento e arriva ai giorni nostri. La pittura è il seme che ha dato i migliori frutti del quadro, un codice genetico di cui la tradizione locale è depositaria e che risuona nei palazzi storici, nelle innumerevoli chiese, negli scavi archeologici, nei depositi e nei magazzini.
“Le vie del Quadro Italiano esulano da qualsiasi provincialismo e affermano un valore denso e radicato, un costante legame tra téchne, iconografia e veggenza, una visuale stratificata che ha affrontato ogni presente con memoria arcaica e indicazione costante del futuro”, dichiara il curatore Marziani. “Ripartire dalla Pittura Italiana Contemporanea significa affermare il peso specifico del Pensato in Italia. Questa non è soltanto la giostra mercificata del Made in Italy, ma un qualcosa che radica prima il pensiero e poi le azioni linguistiche. Pensare Italiano e Dipingere Italiano: un’indicazione che in alcuni casi ha forgiato movimenti e avanguardie di grande rilievo. Si pensi al Futurismo, alla Metafisica e al Realismo Magico, fino ai postmodernismi di Transavanguardia, Pittura Colta e Medialismo.”
La Collezione Elena e Claudio Cerasi rappresenta l’apice italiano di una raccolta sistemica e ragionata, qualitativa e attinente. Scorrerla significa attraversare la grande pittura italiana del Primo Novecento, con un occhio di riguardo per gli artisti che hanno animato Roma e il suo teatro umano. Palazzo Merulana ne è diventato la piena espressione, diventando il corpo architettonico “in cui gli organi pittorici si sono disposti come apparati di un formidabile viaggio artistico. Il viaggio di una scuola della pittura chiamata Italia.”
Scuola Italiana riporta al clima fonetico e critico della Scuola Romana, aprendo il campo ad un osservatorio specifico: la chiave di volta richiede un’equazione in equilibrio tra genius loci e mondo open source, dove i nuovi caratteri spiccanti intensificano la trasmissione di valori condivisibili.
Una selezione accurata vedrà progetti costruiti lungo percorsi tra le opere esposte. Gli artisti coinvolti hanno una carriera di rilevabile andamento istituzionale. Rappresentano la generazione da cui sono emersi gli autori cresciuti negli anni Novanta. Ognuno occuperà una linea tematica per creare dialoghi di affinità, appartenenza e debito (forse credito) iconografico. Nasceranno storie pittoriche lungo i due piani della Collezione Elena e Claudio Cerasi, invitando il pubblico ad una stereofonia visiva che rilascerà linfa sulla natura altruistica della memoria.
NICOLA PUCCI
Nuovo Realismo Magico
La prima tappa coinvolge l’artista palermitano Nicola Pucci. Si specifica l’origine del pittore per una ragione affine alla filosofia del progetto, ovvero, identificare l’energia unica di zone ad alta connotazione culturale (città ma anche distretti, quartieri, edifici, ovunque si ricrei una tensione comune diffusa e omogenea). Nel capoluogo siciliano sono cresciuti molti pittori della generazione qui rappresentata, lungo visioni che hanno trasfigurato il reale con ironia, espressività, apparente leggerezza e senso morbido del tragico.
Nicola Pucci ha questa genetica pittorica e se la porta dentro nel circuito del quotidiano, ispirato dai dettagli di strade, cieli, palazzi nobiliari, viste sul mare, spazi pubblici, vagoni di tram, scale, salotti, cabine, spiagge o bordi di piscine al coperto. Luoghi eterogenei che non dichiarano la provenienza, lasciando che la città d’origine si mescoli ai siti sparsi che colpiscono il suo immaginario. Da questo spunto, inizia la trasformazione del reale generativo, distillando le sospensioni metafisiche in un Nuovo Realismo Magico, dove l’equazione tra realtà e magia diviene chiave di lettura e porta dei mille destini. Pucci racconta luoghi plausibili eppure avvolti da un sentore stupefacente, la meraviglia della magia improvvisa e il tocco sospeso dell’incredulità vigile. I suoi sono scenari compressi in cui accade l’evento unico, l’istante dove tutto si allinea per un momentaneo lampo di realtà. Quadri che sfiorano la carne del reale per posizionarsi sul margine del vero, sfidando la fisica ma, soprattutto, le consuetudini della percezione ottica. Su questo bordo si delinea l’universo figurativo di Pucci, la sua capacità di raccogliere l’eredità di Antonio Donghi e Felice Casorati per rinnovarne la linfa in un’altra alchimia narrativa. La cristallina armonia di quei pittori si trasforma in un ecosistema più ampio e stratificato, fatto di armonie dissonanti, connesso ad un paesaggio digitale che rende più vicino l’impossibile.
BIO: NICOLA PUCCI
Nicola Pucci nasce a Palermo nel 1966. Si trasferisce ventenne a Roma dove frequenta un corso quadriennale di illustrazione pubblicitaria presso l’Istituto Europeo del Design (IED). Successivamente trascorre un breve periodo a Vipiteno, disegnando copertine per i celebri quaderni Pigna. Tornato a Roma, inizia a dedicarsi a tempo pieno alla pittura, frequentando assiduamente lo studio di Bruno Caruso, che lo incoraggia e scrive un testo per la sua prima mostra che terrà a Palermo nel 1994. Dal 1995 ad oggi, il lavoro di Pucci è stato esposto in Italia, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Corea del Sud. Tra le mostre personali ricordiamo Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, Museo Carlo Bilotti presso Aranciera di Villa Borghese a Roma, Fondazione Mudima a Milano, Palazzo Riso a Palermo. I quadri di Pucci fanno parte di importanti collezioni permanenti, tra queste ricordiamo Museo Carlo Bilotti a Roma, Collezione Fendi, Collezione LarryGagosian, MAC a Gibellina, Fondazione Sgarbi Cavallini Ferrara, Fondazione Donà delle Rose Venezia, Collezione Rocco Forte Palermo.
BIO: GIANLUCA MARZIANI
Nato a Milano nel 1970. Vive a Roma e Ibiza.
Direttore artistico del museo nomade SAM Street Art Museum. Direttore artistico della scuola RNA Roma New Art Academy. Curatore artistico fino al 2023 di Visionarea Art Space a Roma. Direttore artistico del Museo Condominiale Tor Marancia a Roma. Dal 2018 al 2022 curatore artistico del gruppo MetaMorfosi. Dal 2010 al 2019 direttore artistico di Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto. Ha curato per nove stagioni le mostre del Festival dei Due Mondi. Curatore del Premio Terna (sei edizioni) e del Premio Celeste (sei edizioni). E’ stato direttore artistico della Fondazione Rocco Guglielmo. Con Stefano Antonelli si occupa di Banksy in maniera scientifica e strutturata: un libro (Giunti, Rizzoli Publishing) uscito in oltre 25 nazioni, oltre 30 mostre realizzate e una ventina di cataloghi monografici, oltre all’uscita del libro in tre volumi con il Corriere della Sera e un calendario, sempre col Corriere, realizzato nel 2024 e 2025. Consulente per la Biennale di Venezia nel 2011. Da otto anni è membro della giuria di selezione del Talent Prize. Ha curato mostre nei principali musei italiani, pubblicato migliaia di cataloghi, collaborato con molteplici gallerie sul territorio nazionale. Diverse anche le esposizioni curate in gallerie, musei e fondazioni internazionali. Ha firmato i progetti più innovativi sulla Street Art: in particolare “Scala Mercalli” presso Auditorium Parco della Musica e il case history “Big City Life” nel quartiere romano di Tor Marancia, oltre alla mostra “Wall Street” presso Castello di Rivoli. Ha parlato d’arte su molteplici media, da Radio2 a Rai1, dai quotidiani alle riviste di settore, da settimanali (Specchio, Panorama…) a diverse piattaforme web. Ha gestito per alcuni anni il corso di arti visive presso lo IED di Roma. E’ stato protagonista del programma di Rai5 “Personal Shopper”, uno dei conduttori del programma “Street Art” su Sky Arte. Ha firmato come columnist per i magazine Fashionable Lampoon, Numéro e Italian Journal. Ha curato su Style Piccoli una rubrica in cui ha raccontato l’arte contemporanea ai giovanissimi. Conduce una rubrica d’arte su Dagospia dal titolo “Un Marziani a Roma”. E’ stato uno dei primi curatori italiani a realizzare consulenze artistiche per aziende e multinazionali. Molte le lezioni, i convegni e gli incontri presso istituzioni pubbliche e private. Nel 2016 ha tenuto un ciclo di lezioni d’arte contemporanea presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. E’ stato nominato curatore dell’anno 2010 dalla giuria che presiede il Premio Ca’ Zenobio. Ha vinto il Premio Magna Grecia (2005) e un A.B.O. d’Argento (2006).